

Sagra del Signore della Nave

Sinossi
In uno spiazzo di campagna, durante la sagra del Signore della Nave, si svolge un'unica giornata di festa: la macellazione rituale del maiale, il vino, i banchi dei norcini, i canti, i miracolati in processione. Attraverso la folla che entra dal fondo della sala e sale sul palco — gente di ogni ceto, devoti e ubriachi, marinai e borghesi — Pirandello costruisce un affresco corale dove il sacro e il bestiale convivono senza vergogna. Al centro della commedia il contrasto tra il giovane pedagogo, idealista che difende la dignità umana, e il mastro-medico, pragmatico osservatore che capisce il vero meccanismo della festa: non la devozione, ma la carne, il vino, il sangue. Mentre la luce scende sul rosso del tramonto, la festa si trasforma in orgia, rissa, furto, dionisiaco scatenamento. Scritta nel 1924, la Sagra è tra le opere più sperimentali di Pirandello: richiede che il palcoscenico si apra verso il pubblico, che la folla «entri» nella sala, che la distanza tra scena e platea venga abolita — proprio come la festa abolisce ogni distinzione tra il sacro e il profano.
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