

Io, l'erede

Sinossi
Napoli, anni Quaranta. La famiglia Siciliano esercita da generazioni la beneficenza verso don Prospero Ribera, che per trentasette anni ha vissuto come beneficato di fiducia — ospitato, mantenuto, celebrato come emblema della generosità borghese. Alla morte di don Prospero, si presenta inaspettatamente il figlio Ludovico: marinaio e avventuriero, tornato a Napoli dopo tre decenni di lontananza. La sua rivendicazione è paradossale quanto irresistibile: ha ereditato dal padre non denaro né oggetti, ma il diritto di essere beneficato dalla famiglia Siciliano. Con ironia tagliente e intelligenza sofisticata, Eduardo smonta il meccanismo ipocrita della generosità borghese, mostrando come il dare possa essere una forma di dominio — e il ricevere, nelle mani giuste, una forma di potere.
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